L’ultima Healey

Nella storia dell’auto spesso il nome Healey è stato associato ad Austin, infatti, il connubio tra questi due marchi portò alla produzione sportive affascinanti, che tutt’oggi sono molto ricercate e hanno quotazioni elevate. Nel 1967 l’ultima Austin-Healey 3000 uscì dalle linee di produzione del costruttore Jensen Motor Ltd, sancendo la fine del rapporto tra Donald Healey e la BMC, che allora stava diventando British Leyland.

Healey avviò così delle trattative con la Jensen per mettere in produzione una degna erede della 3000, anche perché l’importatore americano della Austin-Healey, Qvale, aveva più volte chiesto di dare continuità a questo tipo di vettura, di grande successo anche oltreoceano. La progettazione del nuovo modello si concretizzò quando lo stesso Qvale, divenne azionista di maggioranza della Jensen Motor, mentre Healey divenne presidente.

Furono avanzate varie proposte di stile, tra le quali, la prima fu proprio di Donald Healey e, alla quale seguirono quella di Hugo Poole che, successivamente, fu oggetto di modifiche da parte di William Towns, designer anche per Aston Martin. Una volta definito il corpo vettura, vennero fatte varie prove con motori Ford, Vauxhall, Chrysler e anche BMW, quest’ultimo ritiratosi dopo che Kjell Qvale avviò una trattativa con Colin Chapman della Lotus, per la fornitura del loro nuovo motore 2.0 di cilindrata.

La nuova sportiva fu presenta ufficialmente al salone di Ginevra del 1972 e, per l’occasione, fu indetta una conferenza stampa all’interno dello stabilimento dove veniva prodotta la Healey che, venne accolta con grande entusiasmo, anche se non molto dopo, cominciarono a presentarsi problemi di affidabilità, derivati quasi tutti, dal nuovo propulsore in alluminio, che non era stato sufficientemente testato prima di essere messo in commercio.

L’immagine della Healey venne compromessa e, a nulla servì il lancio della MKII nel 1974, che aveva risolto tutti i problemi al motore ed inoltre adottava  un cambio Getrag a 5 marce. A peggiorare le cose fu anche la riduzione della domanda per il modello Interceptor, prodotto sempre da Jensen, e la crisi petrolifera che portò, nel 1976, alla chiusura della casa e alla scomparsa dell’iconica Healey.

 

 

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