Innovazione anticonformista

La Matra fece il suo ingresso nel mondo delle quattro ruote nel 1963, con la Djet, sviluppata su meccanica di derivazione Renault. Si dovrà aspettare il 1967, per vedere sul mercato quella che viene considerata la prima vera Matra, la M530, o semplicemente 530.

La vettura venne concepita come sportiva 2+2 con motore centrale, proposta ad un prezzo accessibile, per volere dell’allora direttore generale della Matra Sports, Jean-Luc Lagardère. Il progettista della 530 fu Philippe Guédon, mentre il design della vettura venne curato da Jacques Nocher, entrambi già colleghi alla Simca. La carrozzeria fu realizzata dalla Générale Application Plastique, acquistata precedentemente dalla Matra. 

La linea, doveva essere qualcosa di nuovo, fuori dagli schemi e così fu, infatti l’aspetto era alquanto originale e, per certi versi, un pò sgraziato. Ciò era dovuto principalmente al passo decisamente lungo rispetto alle dimensioni della vettura, mentre il muso era poco sportivo, ma era dotato di fari a scomparsa. Il motore era un 1.699 CC V4 di derivazione Ford Taunus con 73 cv, che le conferiva prestazioni modeste, nonostante il peso di appena di 860 kg.

La carrozzeria era di tipo targa, ed era possibile rimuovere il tettuccio rigido, che poteva essere sistemato in un apposito alloggio sopra la ruota di scorta; si poteva, inoltre, rimuovere il lunotto posteriore per creare un effetto open air. Benchè la linea della vettura non si potesse certo definire un capolavoro, era fortemente innovativa in quanto dotata di una struttura portante in acciaio sulla quale venivano fissati i pannelli in vetroresina semplicemente incollati, una innovazione per quell’epoca che si adattava ad una produzione di numeri non elevati ed era di semplice esecuzione, poiché non richiedeva sistemi complessi di produzione quali saldature e linee di stampaggio della carrozzeria.

La 530 sin dal suo debutto ebbe una accoglienza tiepida, nonostante Matra in quel periodo fosse coronata di successi sportivi e, a nulla valse, l’immagine vittoriosa per sollevare le sorti della vettura. Nel 1970 cambiò nome in M530LX, ricevendo interventi meccanici marginali, mentre a livello stilistico, le versioni a partire da quell’anno avevano la coda verniciata in color nero. Nel 1971 arrivò la M530SX, versione d’attacco con solo due posti, semplificata nella dotazione, con quattro fari fissi frontali, anziché due a scomparsa. La M530 uscì definitivamente di produzione nel 1973 totalizzando 9.609 esemplari prodotti e, venne sostituita dal modello Bagheera (Clicca QUI).

 

 

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