Tre posti in prima fila

A fine anni ’60 le Matra avevano raggiunto una fama importante grazie ai numerosi successi sportivi nelle competizioni. Non si poteva dire lo stesso per quanto riguardava le vendite del modello allora in produzione, la M530 (Clicca QUI). La vettura, complici alcune soluzioni troppo azzardate e per il suo design, era stata un flop pesante. Nonostante questo la casa di Romorantin, stava pensando ad una erede, questa volta però con l’aiuto di un alleato, la Simca, allora già di proprietà Chrysler. Il progetto M550 venne così avviato, cercando di contenere i costi il più possibile, senza però rinunciare alle soluzioni innovative del marchio, quali la carrozzeria in vetroresina.

La Matra più significativa della sua storia di produttore di auto stava nascendo e, voleva innovare ancora una volta, il panorama delle sportive francesi. La nuova coupé non offriva 4 posti come la 530, i tecnici infatti abbandonarono questo schema reduci dalle problematiche che incontrarono con la progettazione di quest’ultima, vennero scartati anche i classici due posti che erano limitanti, si optò per una originale soluzione a tre posti su un’unica fila. Questa soluzione rendeva la Bagheera unica nel suo segmento, originale dunque, come il nome, identico a quello della pantera de Il libro della Giungla di Rudyard Kipling. Lo schema della vettura prevedeva il motore Simca 1300 (1294 CC) mutuato dalla 1100 TI con potenza aumentata da 82 CV a 84 CV, montato trasversalmente in posizione centrale posteriore, esattamente come lo schema adottato da Lamborghini per la Miura e, in seguito, da Fiat per la X1/9. Il cambio era a quattro rapporti, mentre le sospensioni con ammortizzatori idraulici telescopici erano a ruote indipendenti e quadrilateri deformabili all’anteriore con barra di torsione orizzontale e barra antirollio, invece al posteriore lo schema era sempre a ruote indipendenti, ma con bracci tirati e barra di torsione trasversale. I freni erano a disco sulle quattro ruote e, la struttura della vettura, era costituita da una scocca portante in acciaio, su cui venivano montati i pannelli in vetroresina. 

Il lancio avvenne nel 1973 e, prevedeva due allestimenti, base ed uno più ricco, che fu per altro la scelta prevalente degli acquirenti. La Bagheera attirò subito per la sua linea sportiva e per lo spazio per tre persone più bagagli. Ricevette numerosi elogi anche per la buona qualità delle finiture, inoltre, il prezzo non era proibitivo e contribuì alla sua diffusione, rapida per altro, infatti dopo un anno erano già state prodotte 10.000 unità. Arrivarono però anche critiche sulla qualità della scocca, che tendeva alla ruggine, motivo principale dell’esiguo numero di Bagheera sopravvissute fino ad oggi. Anche il motore era ritenuto inadeguato per le prestazioni che offriva  e, questo spinse i tecnici Matra a sviluppare il progetto M560, accoppiando due motori 1294 CC e, creando una versione V8 con passo allungato e cilindrata di 2588 CC con 169 cv, che garantiva quasi 240 Km/h di velocità massima. Questa versione venne denominata U8 per la forma caratteristica del propulsore, ma complice la crisi petrolifera e l’arrivo di un nuovo motore Simca che equipaggiava la Simca 1308 GT, il progetto venne accantonato dopo i primi due prototipi costruiti.

Proprio il nuovo motore di 1442 CC da 90 cv, equipaggiò nel 1975, la nuova Bagheera S, garantendo finalmente delle prestazioni più sportive alla vettura, con velocità massima di 190 Km/h. Questo allestimento si differenziava dalla versione normale, per la finta presa d’aria sul cofano e cerchi in lega bicolore specifici. Nel 1976 venne presentata la versione aggiornata della Bagheera, disegnata sempre da Antonis Volanis responsabile del design Matra, già autore della prima serie. Vennero introdotti nuovi paraurti avvolgenti anteriori e posteriori, sempre al posteriore comparvero nuovi gruppi ottici mutuati dalla Simca 1307, uniti da una fascia recante la scritta Matra-Simca. Venne modificata anche la fiancata nella zona posteriore con vetri di maggiore dimensione. A livello meccanico rimasero invariati i propulsori 1294 CC da 84 CV e il 1400 da 90 CV. Anche gli interni vennero completamente ridisegnati. Nel 1977 venne introdotta la Bagheera X, caratterizzata da equipaggiamenti più completi rispetto alla S e che, sostituì l’allestimento Courréges, caratterizzato da carrozzeria bianca ed interni specifici, presente sin dal 1974 in listino.

L’anno seguente, con l’acquisizione da parte del Gruppo PSA della divisione Chrysler France, il marchio Simca venne soppresso e al suo posto fu rispolverato il glorioso marchio Talbot (Per altre informazioni su questo argomento clicca QUI, QUI, QUI e QUI), il quale venne applicato a tutti i modelli ex Simca e quindi, anche la targhetta identificativa della Bagheera, cambiò in Talbot-Matra. Nel 1979, venne tolto di produzione il motore 1294 CC, mentre a livello di allestimenti la S uscì e la base e la X rimasero gli unici allestimenti in gamma. Nel 1980 venne decretata la fine della produzione per la Bagheera che totalizzò, nei sui sette anni di vita, 47.802 esemplari costruiti.

 

 

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