Ugly and Lucky

L’originalità e il design di rottura sono stati i capisaldi della produzione del marchio AMC, American Motor Corporation, nato nel 1954 dalla fusione della Nash-Kelvinator Corporation e della Hudson Motor Car Company. Il modello di cui parleremo nell’articolo è la Gremlin, vettura prodotta dal 1970 al 1978, che rappresentava all’epoca una vera alternativa alle auto estere come la Volkswagen Maggiolino e la Toyota Corona, ma anche della concorrenza americana con modelli quali la Chevrolet Vega e la Ford Pinto.

Già a fine anni 60 il designer Richard A. Teague (1923-1991), designer prima alla Packard, in seguito alla GM e infine, dal 1950, in AMC, assieme al collega Bob Nixon (1932-2019), discuteva di un possibile modello che si posizionasse al di sotto delle vetture compatte di bassa gamma del marchio. Il prototipo della vettura venne anticipato dalla concept AMX – GT esposta nel 1968 al salone di New York e, sviluppata su base AMC Javelin. Rispetto al concept, il progetto della vettura venne realizzato, per ridurre ulteriormente i costi, sulla base del modello Hornet, accorciando il passo della piattaforma.

Il modello definitivo venne chiamato coraggiosamente Gremlin, questo nome infatti, era utilizzato durante la seconda guerra mondiale per identificare i mostriciattoli, di fantasia ovviamente, che sabotavano gli aerei alleati comportando avarie e guasti al velivolo. Come se non bastasse al nome si aggiunse una linea alquanto discutibile, infatti la Gremlin, sembrava fino a metà la classica Hornet, mentre nella parte posteriore era presente un piccolo finestrino e una coda tagliata che la rendeva una Hatchback. Spesso la gente ironizzava chiedendosi dove fosse il resto della vettura e, anche il nome Gremlin, venne in seguito utilizzato per deridere la vettura, poiché come gli aerei alleati, anche la Gremlin era afflitta da ogni tipo di avaria possibile.

Nonostante fosse giudicata spesso e volentieri negativamente, sia per la linea che per il nome, senza dimenticarci della scarsa affidabilità, la vettura poteva contare su un prezzo (sotto i 2000 dollari) inferiore ad ogni modello della concorrenza, aveva inoltre prestazioni superiori alle auto della stessa categoria ed era la prima auto compatta americana. La stretta parentela con un modello di categoria superiore, comportava si migliori prestazioni, ma anche motori più grandi e dai consumi più elevati dovuti anche al peso tutt’altro che contenuto. Lo schema meccanico era un classico motore anteriore e trazione posteriore, mentre a livello di propulsori furono utilizzati prevalentemente sei e otto cilindri con cambi manuali a tre o quattro  rapporti e automatico a tre rapporti.

Al lancio nell’Aprile 1970, la vettura era proposta con un motore di 3300 CC con 123 CV, e un opzionale 3800 CC da 145 CV, l’allestimento era un base con soli due sedili e vetri posteriori fissi. Nel 1971 venne introdotto il modello X a quattro posti con vetri posteriori apribili; alla fine dell’anno il modello base venne tolto da listino. Per quanto riguarda i motori il 3.8 Litri divenne di serie mentre, come optional, venne introdotta una versione da 4.2 litri, entrambi i motori furono depotenziati. Nel 1972 venne introdotto il motore V8 5 litri, ma le potenze vennero ulteriormente diminuite per rispettare la normativa SAE (Society of Automotive Engineers) dell’epoca. Nonostante questo, il motore V8, dava alla Gremlin prestazioni di tutto rispetto.

Per dare una maggiore idea di qualità venne introdotta, per la prima volta, una garanzia estesa ad un anno, chiamata Buyer Protection Plan mentre, successivamente, vennero introdotti nuovi paraurti come da normativa NHTSA (National Highway Traffic Safety Amministration), divenendo di fatto il primo aggiornamento stilistico del modello. Il secondo aggiornamento avvenne nel 1977, dopo ben sette anni dal lancio e interessò il frontale, completamente ridisegnato, più corto, con nuova griglia e cofano dal design più snello , venne inoltre modificata la coda con nuovi gruppi ottici rettangolari e il lunotto in vetro di diverso disegno; il tappo del serbatoio venne spostato sotto la targa. Con l’aggiornamento i freni anteriori a disco divennero di serie e venne reso disponibile un motore 2.000 CC a carburatori di origine Volkswagen/Audi, adottato, in versione ad iniezione, anche dalla Porsche 924, che garantiva minori consumi, ma rendeva la Gremlin molto più lenta rispetto alle versioni a sei cilindri.

Nel 1978 la vettura, uscì di produzione totalizzando oltre 670.000 unità vendute e lasciando il testimone al modello Spirit, dal design molto più convenzionale. Nonostante la Gremlin sia annoverata tra le più brutte e meno affidabili auto mai prodotte, ebbe un grandissimo successo, venendo definita “ugly and lucky”, ovvero brutta ma fortunata. Ancora oggi a distanza di anni è considerata un’auto popolare nell’immaginario collettivo, anche per le sue numerose apparizioni in pellicole cinematografiche.

 

 

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