La prima aerodinamica

La Tatra rappresentò, nei primi anni 30, il marchio di riferimento per soluzioni tecnologiche e ricerca costante di linee che rendessero le auto quanto più possibile aerodinamiche. Il punto di svolta della casa Cecoslovacca arrivò sotto la supervisione di Hans Ledwinka,  grazie anche alla genialità dell’ingegnere Paul Jaray, che in precedenza, aveva lavorato alla Luftschiffbau Zeppelin. Jaray utilizzò le conoscenze acquisite dalla precedente esperienza lavorativa applicandole alla T77, presentata nel 1934.

La nuova Tatra fu la prima vettura aerodinamica di serie prodotta e nacque da studi effettuati, prima sul modello Tatra 57 e, in seguito, sul prototipo V570. Tornando all’avveniristica vettura, dal punto di vista del propulsore, era spinta da un V8 3000 CC da 60 CV raffreddato ad aria posizionato posteriormente. La linea era filante, caratterizzata da un frontale affusolato con due fari incastonati nella carrozzeria, la fiancata era semplice e la forma del tetto si abbassava verso la coda dandole una forma a goccia. Le soluzioni originali, incredibili per l’epoca, erano tutte dettate dalla ricerca estrema dell’aerodinamica, cercando di creare lamiere da linee curve e lisce, che si opponessero il meno possibile all’aria.

La T77 fu un modello di svolta per Tatra, anche per il suo posizionamento sul mercato, infatti fino ad allora il costruttore si era concentrato su auto alla portata di molti, mentre quest’ultima era un auto di lusso tecnologicamente avanzata. Il design della T77 piacque molto anche al leader nazista Adolf Hitler, che ordinò all’ingegner Porsche di prendere la T77 come modello di riferimento per la sua auto del popolo. Molti, infatti, i richiami del Maggiolino all’avveniristica auto cecoslovacca, a cominciare dal muso. Tutte queste somiglianze spinsero la Tatra a fare un’azione legale contro la neonata Volkswagen, azione che fu interrotta dall’invasione della Germania del territorio cecoslovacco. Al termine della seconda guerra mondiale, la casa tedesca ammise il plagio.

Nel corso della sua produzione il modello T77, ricevette un aggiornamento nel 1935, cambiando nome in T77a e, adottando un  nuovo frontale a tre fari, il cui  centrale ruotava assieme alle ruote garantendo migliore visibilità nella guida notturna, venne anche aumentata la potenza del motore V8 ora di 3400 CC e 75 CV. Nel 1936 venne sostituita dalla Tatra T87. La T77 benché fosse un auto di nicchia, ha rappresentato un punto di svolta nel modo di concepire le auto, introducendo soluzioni stilistiche all’avanguardia, che hanno fatto scuola ai modelli che l’hanno succeduta.

 

 

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