L’auto dei due mondi – Part. 2

Nel precedente articolo, parlavamo del progetto C2 di Chrysler, e del ruolo fondamentale che rappresentava e, sicuramente possiamo affermare che aveva un compito difficile, poiché doveva essere in grado di attirare clienti completamente opposti in due diversi continenti.

La Horizon europea a marchio Chrysler-Simca, ebbe un avvio di vendite positivo, per poi arrestarsi, soprattutto a causa del nuovo marchio Talbot, applicato da PSA dopo l’acquisto della Chrysler Europe. Diverso invece il destino delle cugine Yankee, che ebbero un buon successo di vendite e di fatto contribuirono a salvare il gruppo americano.

Nel continente stelle e strisce, la Horizon venne modificata in maniera profonda dagli ingegneri, per renderla più adatta al mercato in cui si doveva imporre e, anche per questo possedeva pochi elementi in comune con il modello europeo. Il ruolo della vettura era fondamentale, dato che doveva risollevare le sorti del gruppo Chrysler, ormai vicino alla bancarotta. La vettura, sviluppata sul nuovo pianale L, faceva parte del primo progetto, riguardante auto compatte, o K-cars, del  gruppo, dato che per il mercato interno aveva, fino ad allora, preferito importare, vetture prodotte all’estero da altri brand, piuttosto che progettarne una da zero.

Per quanto riguarda le modifiche, andando con ordine, quelle esterne si concentravano soprattutto sul frontale, sia per la versione a marchio Plymouth, che tra l’altro conservava il nome Horizon, che per la versione a marchio Dodge, che invece, si chiamava Omni. Mentre per la meccanica, i motori Simca, vennero sostituiti da un 1700 CC di derivazione Volkswagen rivisto da Chrysler, erogante 75 CV e, sul fronte del confort, si optò per uno schema MacPherson all’anteriore, al posto della barra di torsione. Nel 1981 fu introdotto un nuovo motore Chrysler da 2,2 litri e potenze che nel corso degli anni andarono da 84 CV fino ad arrivare, negli ultimi periodi di produzione, a 96 CV.

Nel 1983 la Horizon/Omni ricevette un restyling che porto in listino il motore Simca 1600 CC da 62 CV, disponibile solo con cambio manuale e, che sostituì il propulsore 1700 CC Volkswagen. Ne 1985 la Chrysler, avviò una collaborazione con la America Motors, allora di proprietà Renault, per la produzione nell’impianto di Kenosha, delle Horizon e Omni, in quanto il costo della manodopera era più vantaggioso. Questo accordo, fu la premessa, che porto il gruppo ad acquistare AMC, l’ultimo costruttore indipendente, nel 1987, sancendo tra l’altro la fine di quest’ultimo.

Tornato alle protagoniste dell’articolo, sia la Plymouth Horizon che la Dodge Omni, sopravvissero al modello europeo per quattro anni, uscendo definitivamente di produzione nel 1990 e, lasciando spazio alle nuove Dodge Shadow e Plymouth Sundance, che già le avevano affiancate, a partire dal 1987.

 

 

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