La plus raffinée

All’inizio del secolo scorso, si è assistito ad un vero e proprio boom di nuove case automobilistiche, perfino in paesi che oggi non hanno neppure un costruttore di auto nazionale; tra questi vi è il Belgio. Nel lontano 1903, Arthur De Coninck, ingegnere e appassionato di automobili, fondò la Compagnie Nationale Excelsior, in un garage di Avenue Tervueren a Bruxelles. 

La produzione di auto iniziò nel 1904, con modelli di piccole dimensioni spinti da propulsori Aster da uno, due e quattro cilindri; la trasmissione era a giunti cardanici e il telaio di legno. Nel 1905, avvenne il primo salto di qualità, la produzione aumentò ed era costituita da tre modelli, sviluppati su un telaio in acciaio, vera novità per l’epoca dato che la produzione di vetture era sviluppata prevalentemente su chassis di legno. Nel 1907, la casa si trasferì in un nuovo stabilimento in Rue de Turquie  a Saint- Gilles e, qui nacque la prima vettura interamente Excelsior, la 14/20 HP, nome che ne indicava la potenza, con motore quattro cilindri a valvole laterali. Seguirono le evoluzioni di questo modello che arrivò ad essere prodotto fino al 1914, assumendo nei 7 anni di produzione il nome di D 14/20 HP (1911) e infine di D-4 14/20 HP (1913), a cui si aggiunsero la versione sportiva DC 14/20 Rapide e la B Fiacre. Nel 1910 fece il suo debutto la D-6 con motore a sei cilindri.

L’azienda, nel 1909, rilevò gli stabilimenti della Belgica, casa automobilistica fallita da poco, a Zaventem vicino Bruxelles, cambiando anche la ragione sociale in Société des Automobiles Excelsior. In questi anni la casa era in forte espansione e questo, in parte, era dovuto anche a partecipazioni agonistiche a partire dal 1910, iniziando dalla corsa di Ostende e, successivamente, in modo più concreto nel 1911 alla Coupe de l’Auto fino ad arrivare al Gran Prix de Vieux Tacots, senza però avere particolare successo, mentre andò meglio in patria alla Coupe de Liederkerke. Nel 1912 la Excelsior partecipò al Grand Prix di Dieffe con alla guida il pilota Christaens, piazzatosi al sesto posto. Importante fu, il primo posto del pilota alla corsa Bruxelles – San Pietroburgo del 1913, che dette ancora più lustro alla casa, inoltre degno di nota, l’acquisto di una vettura da parte della famiglia reale del Belgio.

Prima dello scoppio del primo conflitto, la marca grazie ai suoi successi e alla fama di costruttore di auto all’avanguardia, affidabili e curate, riscosse molti consensi anche in altri paesi; tra questi spiccava l’Inghilterra. Durante il primo conflitto mondiale la produzione di vetture venne sospesa e, questo permise a De Coninck, di continuare a progettare nuove soluzioni tecniche in attesa della fine del conflitto.

Nel 1920 la Excelsior tornò alla ribalta con un brevetto dell’ingegnere belga, montato sul nuovo modello Adex B (Adex significava Arthur De Coninck Excelsior) mosso da un nuovo motore a sei cilindri, che consisteva in  un rivoluzionario sistema frenante che si basava su uno schema di equilibratura ad X che, agendo sui freni delle quattro ruote collegate diagonalmente (ruota anteriore destra collegata con posteriore sinistra e anteriore sinistra collegata con posteriore destra), permetteva di ripartire equamente la forza frenante, garantendo la migliore stabilità della vettura. Nel 1922 arrivò la versione migliorata di quest’ultima, denominata Adex Type C, mossa da un motore sei cilindri ad albero a camme in testa; nella versione sport arrivava alla velocità di 140 Km/h. La meccanica era estremamente moderna, come da tradizione Excelsior. Il 1926 si ricorda per la partecipazione al Gran Prix di Lille con al volante della Excelsior il pilota André Pisart (1898-1952), il quale batté due volte il record su giro, ma fu condizionato da un problema alla pompa della benzina che lo portò a qualificarsi terzo, ma la vittoria andò comunque ad Excelsior, infatti  vinse la gara l’altro pilota, Caerels. Successivamente Pisart, dal 1927, divenne l’agente generale del marchio per Bruxelles.

L’ultima evoluzione della Adex, invece, arrivò nel 1927, sotto il nome di Albert 1 in versione Turismo e Sport, ed era dotata di servofreno. Dopo quest’ultimo capolavoro la casa belga, come altri costruttori dell’epoca, cominciò ad avere una consistente riduzione di vendite, dovute sia dalla concorrenza, sempre più agguerrita, costituita dai marchi di lusso come Hispano-Suiza, Rolls-Royce e Minerva, ma anche dagli avvenimenti che portarono alla devastante crisi del 1929. Van Roggen, già proprietario del marchio concorrente Imperia, acquistò Excelsior, con l’intento di raggruppare l’industria dell’auto belga, ma anche questa impresa non servì a risollevare le sorti del costruttore, che scomparve per sempre dal panorama automobilistico nel 1930. Una fine triste per un marchio che verrà sempre considerato il più raffinato della produzione automobilistica del Belgio.

 

 

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