Temperino: l’utilitaria italiana

Soffermandoci a pensare a cosa rappresenta il mondo dell’industria automobilistica oggi, viene spontaneo concentrarci sulla parola profitto, cardine essenziale del fare industria moderno. Ovviamente il profitto è sempre stato il perno centrale dell’impresa, ma in passato non era l’unico elemento preponderante. Pensiamo, per esempio, alle auto di inizio ‘900, molto spartane, se paragonate a quelle nate anche solo qualche decennio dopo, la cui semplicità e la passione con cui venivano realizzate, era la loro caratteristica più marcata, così come la loro durabilità. Sicuramente la novità della “carrozza a motore” aveva riempito di entusiasmo e voglia di fare, i pionieri di quel periodo, ma oggi che il mondo dell’auto sta affrontando una nuova rivoluzione, ovvero il passaggio dal motore termico a quello elettrico, tutto queste peculiarità sono scomparse, lasciando spazio al mero guadagno e al marketing. Vale la pena, quindi, di ripercorre la storia di quei costruttori, molti dei quali scomparsi in breve tempo, che hanno però  lasciato qualcosa di indelebile, capace di andare oltre la loro storia. I fratelli Temperino fanno parte di quel mondo, di quel coraggio e voglia di innovare, che caratterizzò il ‘900, nonostante la morte e la distruzione di due guerre mondiali.

La famiglia Temperino era emigrata in America, seguendo Giovanni, padre dei fratelli protagonisti dell’articolo, nella speranza di un futuro migliore. Alla morte di quest’ultimo, la vedova rimasta sola con i figli decise di tornare in Italia, stabilendosi prima a Borgiallo in provincia di Torino e, successivamente, nel capoluogo Piemontese. Maurizio, il maggiore dei quattro, cominciò a lavorare come aiuto fabbro e successivamente in un’officina di riparazione biciclette, conciliando il lavoro con lo studio alle scuole serali. Nel 1906, assieme agli altri fratelli, Giacomo, Carlo e Mary, aprì un Garage con officina di riparazione in Corso Giovanni Oddone e, in contemporanea, attraverso la loro nuova attività incominciarono la commercializzazione di motociclette assemblate su licenza, sotto il nome di Mead Flyer.

Successivamente, nel 1908, i Temperino realizzarono il prototipo di una vetturetta compatta spinta da un motore motociclistico raffreddato ad aria, inizialmente da 350 CC e, in seguito, adottando un più potente 800 CC. Dovettero, però, passare vari anni prima che il progetto prendesse realmente forma. L’occasione arrivò dopo la fine della Grande Guerra, quando i tempi erano maturi per una vettura semplice e leggera come la loro 8/10 HP.

Nel 1919 nacque la Società Anonima Vetturette Temperino, che si avvaleva dell’aiuto, per la produzione, della Opessi, azienda di pesi e misure e, della Farina, a cui spettava il compito di produrre le carrozzerie. La nuova Tipo 8/10 HP poteva essere ordinata in versione Normale o Sport. La prima era mossa da un motore da un litro raffreddato ad aria da 20 Cv, mentre la seconda adottava un analogo motore, più potente, da 25 CV. La tipologia di carrozzeria prevedeva una scelta molto ampia che era così articolata: Spider due posti, Torpedo a tre posti, Landaulet a tre posti e, infine, camioncino a due posti. Il successo della piccola utilitaria, spinse la casa madre ad aprire una nuova filiale di vendita e costruzione, la Temperino Motors Ltd, con sede a Londra. Nel 1922, per far fronte ad un successo crescente, venne introdotto un nuovo modello, chiamato GSM 7-12 HP.

Purtroppo la crisi degli anni ‘20 e il crollo della Banca di Sconto, portò la piccola azienda al fallimento. I fratelli Temperino, riuscirono comunque a ripianare tutti i debiti, anche se ciò comportò l’impossibilità di continuare la loro attività di imprenditori su larga scala. Diverso il destino della filiale inglese della casa, che continuò la sua attività fino al 1940.

Della Temperino oggi rimane un esemplare esposto al Museo dell’Automobile di Torino e la straordinaria storia di quattro fratelli che, nonostante le difficoltà, coronarono il sogno di essere imprenditori, lasciando un segno indelebile nella storia dell’auto anticipando il concetto di vettura utilitaria, divenuto in seguito molto popolare, soprattutto in Italia.

 

 

 

Copyright © Storie di Vecchie Auto 2016 – 2020. All rights reserved.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

WordPress.com.

Su ↑

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: