L’anti Mini

Negli anni 60, il Gruppo inglese Rootes, che racchiudeva i marchi Sunbeam, Singer, Humber, Hillman e Talbot, decise di avviare la progettazione di una vettura capace di contrastare il successo crescente della best seller Mini. Il progetto partì con una impostazione opposta a quella della creatura di Issigonis, infatti lo schema meccanico era trazione e motore posteriore, racchiusi in una carrozzeria compatta, ma a tre volumi.; a livello meccanico caratteristica di spicco era il motore in lega di alluminio.

Per avviare la produzione della sua piccola vettura, il Gruppo Rootes voleva ampliare il proprio stabilimento di Rayton, per allestire le linee della Imp, ma un decreto del governo britannico, a favore delle economie depresse, costrinse la casa ad aprirne uno nuovo in Scozia, dove non c’erano maestranze abbastanza preparate. Si decise di trovare una soluzione attraverso la carrozzeria italiana Touring, con un accordo per produrre 10.000 auto l’anno. L’improvvisa morte di Lord William Rootes fece saltare la trattativa, costringendo il gruppo a ripiegare sull’alternativa scozzese e, mettendo così in grave crisi la carrozzeria Touring, che nel giro di poco tempo fallì.

La produzione partì così a  Linwood  nel 1963 e, nel corso della sua produzione, la Imp venne proposta con diverse carrozzerie: station wagon (Hillman Husky), van e coupè (Hilman Imp Californian, Sumbeam Stiletto o Singer Chamois Coupè ). Le numerose proposte, celavano il tentativo da parte del gruppo di aumentarne le vendite, che restarono, per tutti i suoi 13 anni di produzione, assai modeste. A nulla valsero gli sforzi della Rootes, di creare una operazione di rebadging, proponendo così la Imp sotto altri marchi, infatti, da questa operazione nacquero la  Singer Chamois, versione di lusso della Imp, nata nel 1964 e la Sunbeam Sport del 1965 con motore doppio carburatore e maggiore potenza. Per ragioni di marketing, il marchio Singer venne sostituito da Sumbeam su alcuni mercati fino al 1970, quando Chrysler, che nel 1967 aveva rilevato il gruppo assieme a Simca e Matra, decise di sopprimere definitivamente il marchio. 

Per le sue caratteristiche meccaniche la Imp venne inoltre impiegata nei rally, dove ottenne, nel 1965, la vittoria del Rally dei Tulipani. La piccola Hillman non fu mai, come già detto un successo, perché la sua produzione venne affidata ad un personale inesperto, che contribui a dare l’immagine di scarsa affidabilità alla vettura, in aggiunta non furono d’aiuto le proteste sindacali che si susseguirono all’interno dello stabilimento scozzese. In aggiunta, la Imp, fu prodotta anche con costi elevati, dovuti alla dislocazione della produzione.

Queste premesse segnarono fin da subito la storia di questa sfortunata vettura, che non brillava per la linea troppo squadrata e goffa, ma che presentava costi di gestione ridotti nell’utilizzo e alcune raffinatezze meccaniche rare per l’epoca, come il già citato motore 4 cilindri il lega di alluminio. Uscì definitivamente di produzione nel 1976, e assieme a lei scomparve anche il marchio Hillman.

 

 

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